|
Il Campionato italiano Maestri di scherma, che si è svolto a Figline Valdarno il 19 e 20 giugno scorso, ha interrotto una stasi, che durava da anni in questa manifestazione. Nell'organizzarla ho tenuto a mente le mie passate partecipazioni e le necessità di oggi. Un Maestro di scherma, che partecipa alle gare e sono fra quelli, mantiene un rapporto di amore con la tecnica e l'agonismo insieme, che porta a vedere dei combattimenti molto interessanti per chi assiste, anche senza essere molto capace di valutare tutti i dettagli dell'azione schermistica. Se nel passato molti Maestri partecipavano a tutte le armi ed era un momento di vita comune, che si manifestava in un confronto ricreativo, questi campionati, anche a causa della presenza forte degli Istruttori nazionali, hanno visto una maggiore specializzazione.
Questo ha portato a un confronto deciso, meno sornione di quello di chi si compiace della "bella scherma". Penso almeno però che anche in questo campionato sia rimasto quel clima di grande amicizia e cordialità, che, complice l'accoglienza che danno i centri medio-piccoli, con la ricchezza originale di tante zone del nostro paese, come è stato a Rovereto, S. Daniele del Friuli, Sabaudia, Modica, Prato, Monza, per citarne alcuni, ha permesso di vivere intensamente la gara. Questa, anche se soprattutto nelle prove femminili, ha avuto numeri ridotti, ha sempre mantenuto una spiccata vivacità, che ha coinvolto gli spettatori. Mi corre l'obbligo di ringraziare nell'occasione il Comune di Figline Valdarno, che ha creduto in quest'iniziativa, nonostante gli alti e bassi che ne hanno visto la preparazione, la Federazione Italiana Scherma, che ha assicurato attrezzature, arbitraggio e tecnico delle armi, la UISP con il supporto per materiale promozionale e comunicazione, il CONI provinciale, che ha fornito materiali di prova per i bambini, che infatti sono intervenuti con curiosità e, non ultima all'A.I:M.S., che ha mantenuto sempre i proponimenti assunti, nelle fasi alterne vissute in questi ultimi tempi. Maestro Gino Dami |